Dalla consapevolezza alla responsabilità sociale, l’azienda si muove verso l’impegno attivo

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COSA SIGNIFICA COMPLIANCE?

La Compliance è un’attività che individua, valuta, supporta, controlla e riferisce in merito al rischio di sanzioni legali o amministrative, perdite operative, deterioramento della reputazione aziendale per il mancato rispetto di leggi, regolamenti, procedure e codici di condotta, best practices. Dobbiamo tener conto che la funzione di Compliance è un sistema aziendale di presidi organizzativi e operativi che la singola azienda pone in essere per evitare disallineamenti rispetto all’insieme delle regole esterne ed interne. Così facendo è possibile circoscrivere il rischio di sanzioni penali, civili e amministrative, nonché, di salvaguardare la reputazione aziendale e la fiducia dei diversi stakeholders (azionisti, clienti, dipendenti).

ESG, COMPLIANCE DELLA CONTROPARTE

A tutto il 2015, oltre 1300 società dell’industria finanziaria hanno sottoscritto i principi di “investimento responsabile”, i così detti PRI (Principles for Responsible Investment), con l’obiettivo di costruire un patrimonio di regole e di valori caratterizzanti l’identità dell’impresa. Le aziende aderenti ai PRI, si sono impegnate a incorporare le tematiche ESG nei processi di investimento, nelle proprie politiche e pratiche aziendali.

OSINT, LA VERIFICA DEL RISPETTO DEI PRINCIPI ESG

La ricerca di trasparenza e il rispetto dei principi ESG nelle controparti e nelle partecipate, inoltre, la documentazione delle attività e dei progressi, necessitano un atto di verifica. Esaminare i fattori ESG richiede dati migliori rispetto a quelli attuali a causa dell’eccesso di segnalazioni riguardanti pratiche di sostenibilità rilasciate dalle aziende, il che significa che gli investitori devono migliorare nel richiedere tali informazioni. Sebbene la qualità dei dati stia migliorando, gli investitori non devono diventare compiacenti; ora tutti devono agire seguendo i principi ESG.

In tal senso, Resquon è impegnata da anni nel condurre indagini approfondite realizzate seguendo la metodologia di raccolta di informazioni mediante la consultazione di fonti di pubblico accesso, conosciuta come OSINT – Open Source Intelligence. L’investimento sostenibile è un approccio di lungo termine che include i fattori ESG nelle decisioni di allocazione del proprio patrimonio, sia esso quello personale del risparmiatore sia quello di un fondo comune ma è, soprattutto, una modalità di operare seguendo un preciso approccio di esclusione di determinati titoli, ad esempio i produttori di armi, a un impegno attivo su temi come l’ambiente, la società e la corporate governance.

L’indagine OSINT include l’analisi Finanziaria e l’analisi dei Fattori ESG.

Nell’ambito dell’analisi Finanziaria, con la metodologia OSINT siamo in grado di determinare il reddito, il bilancio e i flussi di cassa tramite la valutazione di criteri, quali:

  • Redditività operativa
  • Qualità del credito
  • Generazione dei flussi di cassa
  • Panorama competitivo
  • Qualità degli asset
  • Costi di servizio del debito
  • Tendenza di crescita
  • Previsioni di vendita

L’analisi dei Fattori ESG comprende la misurazione dei criteri, quali:

  • Diritti umani
  • Impronta ecologica
  • Soddisfazione dei dipendenti
  • Fidelizzazione dei talenti
  • Diversità a livello direttivo
  • Risparmi energetici
  • Cultura innovativa

 

PRI, DOVE ANDIAMO?

La sensibilità verso pratiche sostenibili è aumentata anche tra i fondi che non hanno un esplicito impegno su questo fronte, generalmente etichettati come etici o socialmente responsabili. Emergenti preoccupazioni ESG come l’intelligenza artificiale, i big data e la sicurezza informatica stanno attirando sempre più l’attenzione degli investitori. Il PRI, invece, vede ancora il cambiamento climatico come il problema numero uno della nostra base firmataria. Con le emissioni in aumento, stiamo perdendo la battaglia per mantenere l’aumento della temperatura media globale a ben sotto i 2 ° C al di sopra dei livelli preindustriali. Gli investitori sono anche preoccupati per la produzione alimentare e agricola, che rappresenta circa un quarto di tutte le emissioni globali. L’abuso di antibiotici e la resistenza agli antibiotici sono ora salutati dall’Organizzazione mondiale della sanità come alla pari con l’Ebola in termini di minaccia alla salute umana. Un altro rischio correlato ai cambiamenti climatici è la deforestazione e l’industria dell’olio di palma, che è anche ampiamente collegata alle violazioni dei diritti umani e ai conflitti sociali. La deforestazione su larga scala sta avendo un impatto devastante sulle popolazioni delle foreste e sulle comunità in cui vivono. Pur continuando ad affrontare i rischi fisici legati ai cambiamenti climatici, dobbiamo anche considerare l’impatto che la transizione verso un mondo a basse emissioni di carbonio avrà su coloro che lavorano in settori ad alta intensità di carbonio. Il ruolo chiave del lavoro dignitoso per tutti nel raggiungimento dello sviluppo sostenibile è evidenziato dall’obiettivo 8 di sviluppo sostenibile, che mira a “promuovere una crescita economica sostenuta, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti”.