Imprese: gli obiettivi di sviluppo sostenibile

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Imprese tra crisi e sviluppo sostenibile

La sostenibilità resta un vettore di sviluppo e crescita per le aziende (oltre che per il paese) anche con la pesante recessione scatenata dal Covid e le scelte e i fondi dell’Ue indicheranno a imprese e governi di andare sempre più in quella direzione.

Al Forum Ansa 2030 i dati emersi dall’indagine speciale Istat ricordano la magnitudo della crisi con oltre un terzo delle aziende che vede “seri rischi operativi” e oltre la metà ha problemi con la liquidità.

In questo periodo molte aziende sono vittime di azioni ingannevoli con cui vengono offerti prodotti finanziari attribuiti ad alcuni degli istituti di credito membri del raggruppamento temporaneo di imprese che gestisce il Fondo di garanzia per le PMI, ex L.662/96, art. 2 comma 100, lett. a) (di seguito “RTI”), utilizzando abusivamente il nome di tali istituti. Tali prodotti finanziari sarebbero assistiti dalla garanzia del Fondo di garanzia e, a determinate condizioni, associati ad una polizza assicurativa con pagamento del relativo premio.

Il Ministero dello Sviluppo Economico precisa che si tratta di un fenomeno a cui l’RTI ed i citati istituti di credito che lo compongono sono del tutto estranei.

Qui tutte le informazioni utili e attendibili in ordine alla garanzia del FONDO DI GARANZIA che facilita l’accesso al credito delle PMI e dei Professionisti.

“Un disastro senza precedenti” spiega il portavoce dell’Avis Enrico Giovannini per il quale la recessione non intacca anzi favorisce la necessità delle aziende a muoversi verso i settori di un’economia sostenibile. Anche perché i fondi europei vogliono progetti e idee incentrati su questi temi.

“Si tratta di una scelta obbligata” spiega sottolineando come il nostro paese, in attese delle risorse Ue che arriveranno solo nel 2021, deve intanto sfruttare fino all’ultimo quelle di Bruxelles inutilizzate e magari cancellare i sussidi dannosi per l’ambiente (19 miliardi).

Alle imprese e all’adozione da parte loro di una condotta responsabile a livello strategico è, infatti, attribuito un ruolo fondamentale nel raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di sostenibilità che la Comunità internazionale si è data, in particolare con l’Agenda 2030 adottata dall’ONU.

Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile

Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e i relativi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs), articolati in 169 Target da raggiungere entro il 2030.

Riconosciuta l’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, ed affermata una visione integrata delle diverse dimensioni della sostenibilità – ambientale, economico e sociale – le Nazioni si impegnano a conseguire, entro il 2030, 17 ambiziosi obiettivi a livello planetario. 

Si vedrà quali saranno le decisioni del governo

Il viceministro dell’economia Misiani, nel suo intervento al Forum rivendica il fortissimo impegno di questi mesi contro la crisi pari a 75 miliardi di indebitamento netto e garanzie per proteggere lavoratori e aziende.

“Non ci possiamo permettere di aumentare le diseguaglianze e crearne delle nuove”, afferma. Anche lui è d’accordo nella necessità per il paese di un nuovo modello di sviluppo sostenibile e promette che il piano di rilancio che l’Italia dovrà presentare alla Ue arriverà dopo un percorso di dialogo con tutte le forze produttive e la società civile.

L’esecutivo conta di presentarlo a settembre anche perché, come ricorda Giovannini “i tempi sono strettissimi”, le aziende devono ora compiere le loro scelte strategiche per i prossimi anni (e non a caso le reazioni arrivano secondo l’Istat dalle imprese più dinamiche) e ora, dopo il grande impegno sulla protezione di chi è stato colpito, bisogna andare oltre quel “poco” che si è speso per il rilancio.

Articolo tratto da:

Forum ANSA 2030, ROMA 30 giugno

Sicurezza e Frodi