Istat rapporto annuale 2020, ad agosto fiducia imprese sale a 80,8 da 77

Pubblicato il Pubblicato in OSINT - Resquon in blog

Finanza pubblica

“A metà 2020 il quadro economico e sociale italiano si presenta eccezionalmente complesso e incerto. Al rallentamento congiunturale del 2019 si è sovrapposto l’impatto della crisi sanitaria e, nel primo trimestre, il Pil ha segnato un crollo congiunturale del 5,3%; i segnali più recenti includono: inflazione negativa, calo degli occupati, marcata diminuzione della forza lavoro e caduta del tasso di attività, una prima risalita dei climi di fiducia” – sono le parole pronunciate a Palazzo Montecitorio dal Presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, in occasione della presentazione del Rapporto annuale 2020.

Cosa dice il rapporto annuale 2020

In questa situazione d’incertezza si intravedono spiragli di luce. L’Istat stima, infatti, ad agosto un aumento sia del clima di fiducia dei consumatori (da 100,1 a 100,8) sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese che sale da 77 a 80,8. Tale aumento, sebbene ancora distante dai livelli pre-emergenza, è diffuso a tutti i settori ed è marcato per i servizi, mentre è più contenuto per l’industria.

Tra le componenti del clima di fiducia dei consumatori, il clima economico registra l’aumento più marcato passando da 85,9 a 90,1. Anche il clima corrente e futuro migliorano passando, rispettivamente, da 97,3 a 98,1 e da 104,3 a 105,3; solo la componente personale diminuisce lievemente (da 105,2 a 104,9).

Con riferimento alle imprese, sottolinea l’istituto, le stime evidenziano un aumento della fiducia diffuso a tutti i settori seppur con intensità diverse. In particolare, nell’industria l’indice di fiducia del settore manifatturiero sale da 85,3 a 86,1 e nelle costruzioni aumenta da 129,7 a 132,6. Per il comparto dei servizi, si evidenzia una dinamica positiva decisamente più marcata: nei servizi di mercato l’indice sale da 66 a 74,7 e nel commercio al dettaglio aumenta da 86,7 a 94.

Per quanto attiene alle componenti dell’indice di fiducia, nell’industria manifatturiera migliorano i giudizi sugli ordini mentre le attese di produzione sono in calo. Le scorte di prodotti finiti sono giudicate in lieve accumulo rispetto al mese scorso. Per le costruzioni, l’aumento dell’indice è trainato da un deciso miglioramento delle attese sull’occupazione presso l’impresa, mentre i giudizi sugli ordini si deteriorano. Nei servizi di mercato migliorano sia i giudizi sugli ordini sia quelli sull’andamento degli affari; si registra, tuttavia, un peggioramento delle attese sugli ordini. Nel commercio al dettaglio migliorano tutte le componenti dell’indice. A livello di circuito distributivo, la fiducia aumenta marcatamente nella grande distribuzione mentre nella distribuzione tradizionale l’incremento è più contenuto.

Il calo del fatturato delle imprese dei servizi nel secondo trimestre 2020 (-21% sul trimestre precedente, -26,2% sul secondo trimestre 2019) è senza precedenti per l’Istat che nel suo commento ai dati ricorda come questi siano l’effetto dell’emergenza sanitaria e delle misure di restrizione decise dal Governo per contenere il contagio. La flessione registrata nel secondo trimestre, in termini sia congiunturali (-21%) sia tendenziali (-26,2%) è la peggiore dall’inizio delle serie storiche (disponibili dal 2001).

I cali del fatturato hanno colpito tutti i settori rilevati, risultando particolarmente marcati in quelle attività maggiormente interessate dai provvedimenti di chiusura per il contenimento dell’emergenza sanitaria, quali quelle legate alla filiera del turismo come Attività delle agenzie di viaggio -93%, Alloggio -88,3%, Trasporto aereo -79,1%, Attività dei servizi di ristorazione -64,2% ,oltre, che del commercio di autoveicoli -43,9%.