Un anno di crescita furiosa, le aziende nel 2020 hanno raccolto più capitali che mai

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The Economist 09/12/2020

titolo originale:

“A year of raising furiously, Companies have raised more capital in 2020 than ever before”

A marzo del 2020 il mondo degli affari si è ritrovato a fissare l’abisso, ricorda Susie Scher. Dal suo punto di vista, supervisore dei mercati del capitale globale alla Goldman Sachs, ha visto le aziende cercare denaro per sopravvivere e per poter andare avanti mentre le ruote del commercio arrancavano nella pandemia. Molti investitori furono presi dal panico. Tutti concordavano che i mercati si sarebbero congelati nella gelida nebbia dell’incertezza del covid-19 – e poi sarebbero rimasti congelati.

Invece, in poche settimane hanno cominciato a scongelarsi, poi a bollire lentamente, accesi da trilioni di dollari di stimoli monetari e fiscali da parte dei governi che cercavano disperatamente di evitare un inverno nucleare economico. Negli ultimi mesi sono diventati bollenti.

Secondo Refinitiv quest’anno nel mondo le società non finanziarie hanno registrato 3,6 trilioni di dollari di capitale da pubblici investitori. L’emissione sia di investment-grade sia di obbligazioni spazzatura ha stabilito il record, rispettivamente di 2,4 trilioni di dollari e 426 miliardi di dollari. Così i $ 538 miliardi di azioni secondarie vendute (più del 70% rispetto il 2019) hanno invertito la tendenza di emetterne di nuove.

 

 

E adesso?

Il boom è di natura globale.

Il 2 dicembre JD Health, e-commerce farmaceutico cinese, ha incassato 3,5 miliardi di dollari. Una settimana dopo DoorDash, delivery americano per le consegne di cibo, e Airbnb, hanno più o meno eguagliato la JD Health.
In un mondo di tassi di interesse vicini allo zero, a quanto pare, gli investitori finanzieranno praticamente chiunque abbia la possibilità di sopravvivere al covid-19. Alcuni di quei soldi andranno in fumo, con o senza pandemia. Ciò che non viene bruciato rafforzerà le aziende già forti, acuendo il contrasto tra loro e quelli che non hanno risorse sufficienti.

La scintilla originale che ha acceso i mercati è stata la sottoscrizione di 6,25 miliardi di dollari, in debito e capitale, che Carnival Cruise Lines si è assicurata ad aprile scorso, ricorda Carlos Hernandez di JPMorgan Chase.
Gli investitori hanno pensato che le crociere un giorno salperanno di nuovo, a quel punto i rivali più deboli di Carnival verranno affondati.

Altre aziende dominanti hanno aderito a questa logica. Boeing ha venduto 25 miliardi di obbligazioni solo la scorsa primavera, anche se il 737 MAX il suo miglior aereo di linea è rimasto a terra.
Per riparare i loro bilanci, molte società cinesi hanno iniziato a emettere obbligazioni perpetue, che non vengono mai rimborsate ma pagano interessi per sempre.

Grazie al boom degli acquisti online e del cloud computing, Amazon, che è leader in entrambe le aree, può ora ottenere prestiti all’1,5% per i prossimi dieci anni, il tasso più conveniente mai stabilito da qualsiasi azienda americana almeno dal 1980.

A novembre Saudi Aramco, un colosso petrolifero, ha venduto obbligazioni per un valore di 2,3 miliardi di dollari, nonostante le politiche climatiche incombenti potrebbero paralizzare la sua attività di vendita di greggio molto prima del 2070.
Con le valutazioni del mercato azionario incentivate da una politica monetaria accomodante, molte aziende hanno scelto di sostenere i propri bilanci con nuove emissioni di azioni.

Danaher a maggio ha incassato oltre 1,5 miliardi di dollari, vendendo nuove azioni subito dopo che il prezzo era tornato ai massimi pre-pandemia; da allora è cresciuta del 39%.
L’8 dicembre Tesla, il cui valore di mercato è cresciuto di sette volte quest’anno, ha raggiunto i 573 miliardi di dollari e ha dichiarato di voler emettere azioni per un valore di 5 miliardi di dollari.

Escludendo i giganti tecnologici – Apple, Microsoft, Amazon, Alphabet e Facebook – i cui bilanci trasbordano liquidità, il denaro detenuto dalle 3.000 società quotate non finanziarie più importanti al mondo è esploso a $ 7,6 trilioni, da $ 5,7 trilioni dell’anno scorso.

 

 

È ancora troppo presto per dire cosa faranno le aziende con tutto quel denaro. Molte aziende si accontenteranno di mantenere la liquidità, almeno fino a quando il vaccino covid-19 non sarà ampiamente disponibile.

La pandemia ha reso improvvisamente realizzabili modelli di business rimasti inattuabili per anni, come la salute digitale. Molti falliranno. Ma per ora investitori virtuosi stanno riversando denaro in qualsiasi azienda il cui prospetto IPO presenta le parole “digitale”, “cloud” o “salute”.

I mercati non sembrano più esigenti nella Cina continentale, dove i proventi delle quotazioni hanno raggiunto i 63 miliardi di dollari, il massimo dal 2010. Lo Star Market di Shanghai ha accolto questa settimana il suo 200esimo membro, portando il suo bottino IPO a 44 miliardi di dollari. A settembre la domanda di azioni da negoziare alla Borsa di Hong Kong da parte di Nongfu Spring, imbottigliatore d’acqua, ha superato l’offerta di 1.148 volte.