Evasione fiscale e nuove tecnologie: il parere del Garante Privacy

Negli anni, il Garante è intervenuto più volte sul tema della tutela della privacy dei contribuenti in ambito fiscale, ponendo l’attenzione sulla necessità di configurare un sistema in grado di contrastare efficacemente l’evasione fiscale, senza però, al tempo stesso, intaccare i diritti e le libertà dei cittadini.
Tale tema, assume poi, maggiore rilievo se visto nel contesto dell’attuazione del PNRR.

Transizione digitale e fisco

Il PNRR pone peraltro una specifica attenzione alla materia fiscale, con l’obiettivo di potenziare l’attività di contrasto all’evasione fiscale, evidenziando il ruolo-chiave che il ricorso alle nuove tecnologie può giocare in tale settore.

In particolare, con riferimento alla Riforma “Riduzione del tax gap”, il PNRR evidenzia come un maggior sfruttamento delle nuove tecnologie e strumenti di data analysis sempre più avanzati possano favorire sia un aumento della compliance, vale a dire l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari da parte del contribuente, sia una riduzione del “tax gap”, ovvero la differenza tra le imposte e i contributi effettivamente versati e le imposte e i contributi che i contribuenti avrebbero dovuto versare in un regime di perfetto adempimento degli obblighi tributari e contributivi previsti dalle norme in materia.

Si mira dunque ad un significativo potenziamento delle infrastrutture tecnologiche e della interoperabilità delle banche dati.

In relazione all’obiettivo del potenziamento dei controlli, il PNRR stabilisce che esso sarà realizzato attraverso selezioni più mirate dei contribuenti a maggiore rischio di evasione. L’interoperabilità delle banche dati sarà favorita, in particolare, dalla pseudonimizzazione delle informazioni, una procedura che consiste, in base all’art. 4 GDPR, nel trattamento dei dati personali in modo tale che essi non possano più essere attribuiti a un interessato specifico senza l’utilizzo di informazioni aggiuntive, purché queste ultime siano conservate separatamente e soggette a misure tecniche e organizzative idonee a garantire che tali dati personali non siano attribuiti a una persona fisica identificata o identificabile.

La strategia prevede poi che, assieme al potenziamento delle infrastrutture tecnologiche, il maggiore sfruttamento dei big data consentirà di rendere più efficaci le selezioni dei contribuenti da sottoporre a controllo.

Fisco e nuove tecnologie: quali garanzie per la privacy?

Si è progressivamente delineato dunque un quadro in cui l’utilizzo delle nuove tecnologie da parte delle autorità fiscali è destinato a divenire sempre più significativo.
Questo ingresso dell’intelligenza artificiale nell’attività di prevenzione e contrasto all’evasione fiscale pone però delicate questioni di tutela della privacy e protezione dei dati.
A tale aspetto fanno infatti espresso riferimento tutte le sopraccitate strategie di intervento in materia, e sul punto è più volte intervenuto, negli anni, anche il Garante della privacy, ad ultimo nel luglio 2022 con Provvedimento n. 276/2022.
Quest’ultimo intervento è stato relativo, nello specifico, al D.M. 28 giugno 2022 del Ministero dell’Economia e delle finanze, attuativo delle nuove analisi di rischio basate sull’interconnessione fra le banche dati dell’Anagrafe tributaria. Nello specifico, si parla dell’utilizzo da parte dell’Agenzia delle entrate, di tecnologie, elaborazioni e interconnessioni con le banche dati di cui dispone, allo scopo di individuare criteri di rischio utili per far emergere posizioni da sottoporre a controllo e incentivare l’adempimento spontaneo.

Fonte:

Altalex.com