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Pnrr e semplificazioni: Dl Recovery, sale soglia subappalto.

Approvato il Dl Recovery con una bozza di sessantotto articoli riguardanti norme sulla governance del Pnrr e Semplificazioni. Inclusa anche la revisione delle regole in materia di subappalto: un compromesso che prevede una nuova soglia che passa dal 30% al 50%, fino al 31 ottobre 2021.

Non può essere trasferito a terzi il contratto di appalto, né la completa esecuzione dei lavori.

Il subappaltatore è tenuto a garantire i parametri qualitativi previsti dall’accordo originario e ad assicurare ai lavoratori il medesimo trattamento normativo e salariale pattuito con il principale
contraente, contratto collettivo incluso.

Al centro dell’attenzione l’impegno delle stazioni appaltanti, atte a prevenire il rischio d’infiltrazioni malavitose, poiché la semplificazione delle procedure non deve significare minor attenzione verso le garanzie di sicurezza, legalità e trasparenza previste dal Codice degli Appalti.
Queste non saranno esenti dal presentare nella documentazione di gara, tutte le disposizioni obbligatorie a cura dell’aggiudicatario.

«L’Italia è il Paese europeo con più tangenti, come sostiene l’ufficio europeo per la lotta anti- frode. La metà dei 120 miliardi di euro dell’economia delle tangenti europee è italiana, siamo i primi in corruzione e nel contenzioso legato agli appalti». [ Graziano Del Rio ]

Non di rado i meccanismi di concorrenza tra le imprese, vengono ostacolati dal condizionamento malavitoso, limitando l’accesso agli appalti di società legali.

Grazie all’aggiudicazione di pubbliche commesse, la criminalità organizzata incrementa il suo potenziale da destinare a nuove attività di corruttela e a finanziare business di proporzioni sempre maggiori, ostacolando così il libero sviluppo dell’economia.

È necessario regolare e vigilare il subappalto se si vogliono promuovere aziende “sane”, rafforzare il controllo e garantire un’equa tutela delle condizioni di lavoro e sicurezza.

Per ridurre il rischio d’intromissioni criminali che rallentino i lavori, un’analisi reputazionale, tramite la raccolta, analisi, valutazione delle fonti di domino pubblico (OSINT- Open Source intelligence) eseguita a monte su tutti gli operatori economici coinvolti, è di fondamentale importanza.

Un tracciamento efficace e tempestivo, garantisce la finalizzazione dell’opera appaltata e si rivela cruciale per scongiurarne l’inadempimento.
Oggi più che mai l’informazione ha assunto un’importanza strategica ad ogni livello. La strutturazione di un servizio di Open Source Intelligence dotato dell’esperienza necessaria atta a condurre un’analisi accurata delle fonti rappresenta il valore aggiunto per la tracciabilità delle dinamiche di impresa, grazie anche all’impiego di sistemi altamente tecnologici per la sintesi dei dati.

L’analisi reputazionale delle aziende e delle persone fisiche mira anche a scongiurare l’eventuale collusione dei collaboratori. L’Osint non costituisce un processo, ma una metodologia a supporto del business e del procedimento decisionale del management, ove vi sia la necessità di selezionare un nuovo fornitore e/o consolidare una partnership.