Trasparenza aziendale e rischio d’infiltrazione mafiosa

Trasparenza aziendale e rischio d’infiltrazione mafiosa

Le organizzazioni criminali mirano al controllo sociale, delle istituzioni ed in particolar modo del territorio. Operano in diversi settori dell’economia, a partire da quello delle infrastrutture, della sanità, dei rifiuti e dei servizi pubblici, dove l’accesso è regolato dal rilascio di autorizzazioni e concessioni. È funzionale a tale scopo, il coinvolgimento di una rete di soggetti collusi che facilitano le procedure di aggiudicazione di appalti e sub-appalti, eliminando la concorrenza.

Una delle strategie più diffuse di dominio è quella di assumere il controllo di società legali, per reinvestire i proventi delle attività illecite ed usufruire di ulteriori opportunità per incrementare il business.

Il sistema-impresa malavitoso predilige aziende di piccole e medie dimensioni, ovvero con una limitata gestione finanziaria, per cui poco esposte agli organi di vigilanza.

Il processo d’infiltrazione è spesso difficile da rilevare, richiede un monitoraggio costante delle vulnerabilità – che potrebbero essere sfruttate – per poter sviluppare in anticipo le azioni atte a riconoscere gli illeciti e prevenirli.

Non poche le difficoltà legate alla natura dell’identificazione e all’estensione dell’infiltrazione, a partire dall’individuazione stessa del territorio interessato, delle imprese suscettibili e dei settori dove operano. La rete criminale è per sua natura flessibile, dinamica, innovativa e resiliente; sensibile alle tattiche impiegate dalle forze dell’ordine e dalle agenzie di regolamentazione. Ad alto rischio è la commistione di imprese legittime ed attività malavitosa ove questa incontra il favore di consulenti e professionisti specializzati. Il processo può interessare una nuova attività o l’acquisizione di una già esistente, nonché un complesso intreccio di partecipazioni che riguardano un cospicuo numero di società, al fine di complicare l’identificazione dell’intestatario ultimo.

In altri casi l’introduzione nell’economia legale richiede ulteriori passaggi, come può essere la costituzione di una partnership con un’azionista e/o l’amministratore dell’attività oggetto d’interesse, il coinvolgimento diretto di membri delle organizzazioni che contribuiscono a gestire l’attività legale, impossessandosi di una quota degli utili. La strategia consiste in collusione, corruzione, intimidazione ed estorsione, se l’imprenditore attenzionato non collabora direttamente con l’organizzazione.

Le aziende possono essere utilizzate per occultare trasferimenti di denaro, elargiti anche sotto forma di stipendi a dipendenti fittizi, affiliati.

L’attività della criminalità organizzata è intrinsecamente clandestina e le informazioni di intelligence pertinenti delle forze dell’ordine possono essere protette. Nella misura in cui le informazioni sono disponibili pubblicamente, le affermazioni di sospetta infiltrazione provengono da una serie di fonti pubbliche, comprese le sentenze legali e le ricerche criminologiche.

Per capire i meccanismi che conducono le mafie ad irrompere nell’economia legale ed infiltrarsi in aziende sane, è necessario comprendere che lo scopo ultimo delle attività, non è solo quello di trarre il massimo profitto, bensì di costruire relazioni con le più alte sfere d’influenza. Come emerso nel caso afferente ad una società coinvolta in un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di un noto capoluogo del sud Italia, iniziata nel 2013, dove l’operazione ha portato all’arresto di ventiquattro affiliati di una nota cosca. I capi d’imputazione comprendevano i reati di associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, usura, frode nelle pubbliche forniture ed estorsione. L’organizzazione mirava ad avere il controllo totale nel settore delle infrastrutture, tanto in lavori pubblici che privati, avvalendosi della collaborazione di imprese satellite, per lo più afferenti a prestanome.

Da un’analisi delle imprese tenute sotto scacco, è emerso che una in particolare è stata oggetto d’intimidazioni per molteplici anni. Al suo amministratore sono state imposte assunzioni di personalità affiliate alla ‘ndrangheta ed ordinato il pagamento di fatture per prestazioni inesistenti. Attraverso i veicoli societari riconducibili al malcapitato imprenditore, la ‘ndrina avrebbe trovato copertura per l’accesso ad importanti appalti pubblici per l’area metropolitana del Comune di Roma. Vittima di estorsione e d’intimidazioni, l’imprenditore si trovò costretto a stringere rapporti d’affari mai condivisi con altre ditte per procurare a queste, occasioni di lavoro.

È di fondamentale importanza procedere con un controllo sistemico e strategico dei propri partner e competitor, conoscere il contesto nel quale si opera al fine di scongiurare eventuali infiltrazioni e conseguentemente rischiare che l’impresa non riesca più ad operare in totale autonomia.